L’ambiente è dove tutti noi ci incontriamo; è l’unica cosa che tutti noi condividiamo.

(Lady Bird Johnson)

Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo è asciutto.

(Thomas Fuller)

La sfida più grande in questo secolo è un’idea che sembra astratta, sviluppo sostenibile.

(Kofi Annan)

L’ecologia ci insegna che la nostra patria è il mondo.

(Danilo Mainardi)

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Ci occupiamo della raccolta di rifiuti pericolosi e non pericolosi e del loro avvio a recupero o smaltimento presso piattaforme o impianti di destino finale autorizzati. Il nostro punto di forza è la completa gestione del rifiuto, dall’assistenza negli adempimenti normativi al trasporto ed allo stoccaggio dello stesso. Siamo un’azienda di 60 persone con esperienza pluriennale in campo ambientale in grado di offrire ai produttori di rifiuti affidabilità sia operativa che documentale. 

Ci rivolgiamo ad una molteplicità di imprese: dai piccoli artigiani, manutentori e ristoratori alle grandi realtà produttive in campo siderurgico, chimico, aerospaziale ed automotive.

Siamo presenti negli elenchi della WHITE LIST della prefettura di Bari e operiamo nel rispetto della legalità e secondo i più elevati standard di qualità e sicurezza. Il conseguimento del rating di legalità, il riconoscimento volto alla promozione di principi di comportamento etico in ambito aziendale ottenuto dall’AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato), ed il marchio di Eccellenza conferito da Certiquality confermano il nostro impegno.

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News

MUD 2021: tutte le novità

MUD 2021: tutte le novità

10 Aprile 2021

Slitta dal 30 aprile al 16 giugno 2021 la presentazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale - MUD col quale dovranno essere dichiarati, in via telematica o tramite la PEC, i rifiuti prodotti e gestiti nel 2020.Non cambia quanto a struttura: il MUD continua ad essere articolato in 6 comunicazioni, ma si riscontrano novità nelle informazioni da trasmettere e nelle modalità di invio delle comunicazioni.Queste le principali novità, poste in evidenza delle Camere di Commercio tramite il sito web Ecocamere, e volte a dare attuazione alla normativa europea più recente e ai provvedimenti nazionali che hanno recepito le direttive sull’economia circolare (tra tutti, il D.Lgs. 116/2020):- gli impianti che svolgono attività di recupero dovranno comunicare, nella scheda SA-AUT, se l'autorizzazione è riferita ad attività di recupero per le quali è stata prevista applicazione del c.3 art. 184-ter (End-of-Waste “caso per caso”);- nella comunicazione rifiuti e veicoli fuori uso sono state apportate modifiche alle informazioni relative ai materiali derivanti dall’attività di recupero, con l’aggiunta di alcune tipologie e la modifica di altre;- la scheda “CG-costi di gestione” della comunicazione rifiuti urbani è stata completamente ridisegnata e modificata;- sono state modificate le categorie della comunicazione RAEE  in vista dell’entrata in vigore dell’Open scope (ambito di applicazione della normativa RAEE “aperto” a un numero maggiore di prodotti, come previsto dalla direttiva 2012/19/UE) e della classificazione prevista dall’allegato III al D.Lgs. 49/2014;- sempre nella comunicazione RAEE è stata aggiunta la voce relativa alla quantità di RAEE preparati per il riutilizzo, mentre è stata eliminata l’informazione sui RAEE utilizzati come apparecchiatura intera.Il soggetto che non effettua la comunicazione o la compila in modo incompleto ed inesatto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 euro a 15.500 euro. Se il MUD viene inviato entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 26 euro a 160 euro.Contattaci per ulteriori informazioni o supporto nella compilazione. 

Auto elettrica o auto a metano: qual è la più ecologica?

Auto elettrica o auto a metano: qual è la più ecologica?

8 Aprile 2021

È un dibattito sul quale ci sono molti pareri contrastanti: è più ecologica un’auto elettrica, con la sua produzione e il successivo riciclo delle batterie a litio, o un’auto a metano? Ad aiutarci nel fornire una risposta un’analisi della società Transport Enviroment, che si occupa di mobilità sostenibile. Secondo lo studio di T&E un’auto a combustili fossili brucia, nel corso della sua vita, l’equivalente di una pila di barili di petrolio, alta come un palazzo di 25 piani, mentre tenendo conto del riciclo dei minerali delle batterie andrebbero persi solo 30 kg di metalli, all’incirca le dimensioni di un pallone da calcio. Una metafora chiara ed efficace, che non lascia dubbi alla quale si sommano anche altri dati che il Transport Enviroment ci fornisce.Secondo l’analisi effettuata, il peso delle estrazioni di minerali come il litio, il nickel e il cobalto, atti alla produzione delle batterie al litio, è inferiore all’impronta generale di un veicolo tradizionale.  Non solo, secondo lo studio del T&E, nel 2035 oltre un quinto del litio e il 65% del cobalto necessari per realizzare una nuova batteria per le auto elettriche potrebbero provenire dal riciclaggio. T&E ha affermato che le percentuali di riciclaggio, richieste da una nuova legge proposta dalla Commissione europea, ridurranno in modo significativo la domanda di nuovi materiali per la realizzazione dei veicoli elettrici, cosa che non si può dire, invece, per le auto convenzionali.Nel complesso, i veicoli elettrici sono anche di gran lunga migliori per il clima e la tutela dell’ambiente, poiché, nel corso della loro vita, richiedono il 58% in meno di energia rispetto a un'auto a benzina.Non solo: va sottolineato che già oggi esistono processi adeguati al riciclaggio industriale delle batterie dei veicoli elettrici e che gli stessi processi sono in via di perfezionamento. Occorre, però, fare un passo indietro e soffermarsi sulla natura stessa delle batterie al litio, la cui densità energetica cala dopo una decina d’anni la densità energetica, al punto tale da non essere più adatte ad un veicolo elettrico. Con una capacità residua tra il 70 e l’80%, però, le batterie non più utilizzate per le auto possono essere ancora impiegate per lo storage in applicazioni diverse, che siano altri tipi di veicoli, oppure batterie domestiche, accumuli per le reti elettriche o per le torri di trasmissione delle telecomunicazioni.È in questi casi che si parla di seconda vita. In base a una ricerca di una società di analisi londinese, Circular Energy Storage, l’utilizzo di batterie “second life” passerà da 1 GWh nel 2018 e a 45 GWh nel 2030, man mano che le prime ondate di auto elettriche arriveranno a fine vita, con un mercato in rapida crescita, da quasi 1 miliardo di dollari nel 2025 a oltre 4 miliardi nel 2030. Gli accumulatori al litio, soprattutto quelli industriali utilizzati per la trazione dei veicoli elettrici, si prestano allo scopo del riutilizzo, poiché quando dismessi dai veicoli conservano ancora una capacità di carica pari anche all’80% di quella originaria.La vita media delle batterie impiegate nei veicoli elettrici è di 8 anni e circa la metà degli accumulatori dismessi possono essere riutilizzati per lo storage.  Dalle batterie esauste è, inoltre, possibile recuperare materie prime come cobalto, litio, alluminio e rame. Lo storage e la second life delle batterie al litio sono temi di grande attualità e l’interesse al reimpiego di queste batterie per l’accumulo energetico sta crescendo nel mondo parallelamente alla affermazione del mercato dell’elettrico, proprio perché rappresentano un’opportunità interessante e assolutamente da non perdere.  Nicola Veronico Srl, da sempre attenta al rispetto e alla tutela dell’ambiente, fa parte del consorzio Cobat che si occupa del recupero di accumulatori al piombo e delle pile e si sta specializzando sempre più in questo percorso virtuoso di economica circolare.  

Registro di Carico e Scarico Rifiuti: come compilarlo

Registro di Carico e Scarico Rifiuti: come compilarlo

6 Aprile 2021

Ai sensi dell’art. 190 del d.lgs. 152/06, il registro di carico e scarico è il documento di “contabilità” dei rifiuti e costituisce uno strumento indispensabile per la loro tracciabilità. Comprende tutte le operazioni di carico e scarico con le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti prodotti o soggetti alle diverse attività di trattamento.Secondo la normativa vigente il registro di carico e scarico dei rifiuti va obbligatoriamente compilato da:Soggetti e imprese che operano professionalmente nella filiera dei rifiuti: tutte le imprese che si occupano di raccolta e trasporto, smaltimento o recupero rifiuti, chi commercializza il rifiuto, chi svolge il ruolo di intermediazione, anche senza detenzione, e i consorzi che operano nella catena del rifiuto; Chi produce rifiuti considerati pericolosi; Chi produce alcune categorie di rifiuti considerati non pericolosi e in particolare quelli derivanti dalle lavorazioni industriali, dalle lavorazioni artigianali, dalle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti stessi, i fanghi che derivano dai trattamenti delle acque e dall'abbattimento di fumi.Prima del suo utilizzo, questo documento ambientale deve essere vidimato alla Camera di Commercio di competenza e conservato dal produttore dei rifiuti per cinque anni, a partire dalla data dell’ultima registrazione. Va conservato in ogni impianto di produzione, stoccaggio, recupero o smaltimento, così come nella sede delle aziende che lavorano all’interno della filiera dei rifiuti: quelle di raccolta e di trasporto, quelle che commerciano e quelle che svolgono il ruolo di intermediari.La registrazione dei movimenti dovrà essere fatta entro 10 giorni lavorativi dalla data di carico e scarico. Sullo stesso registro si potranno registrare tutte le operazioni, anche di differenti tipologie di rifiuto.Si tratta, quindi, di uno strumento fondamentale, la cui compilazione, però, non è sempre intuitiva e va considerato che, in caso di omessa o incompleta tenuta del registro di carico e scarico, il produttore è soggetto ad importanti sanzioni.Lo staff di Nicola Veronico Srl, costantemente formato con corsi specifici del settore ambientale, è in grado di supportare la tua azienda nella compilazione dei registri di carico e scarico. Attraverso visite periodiche effettua l'aggiornamento del registro di carico e scarico e si accerta dell’adeguata etichettatura dei rifiuti e della corretta modalità di stoccaggio.Per supportarti nella compilazione del registro di carico e scarico abbiamo creato questo video. Ti invitiamo a guardarlo e a contattarci per ulteriori informazioni.

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